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SUMMARY:GAIAJAZZ UNOQUATTRO • ANTONIO FARAÒ PIANO SOLO • “KIND OFF…”
DESCRIPTION:GAIAJAZZ UNOQUATTRO\nQUATTORDICESIMA EDIZIONE\nDirezione artistica di Antonio Faraò\n13  GIUGNO 2026 – ANTONIO FARAÒ PIANO SOLO “KIND OF…”\nLOCATION: Showroom TINET, Via Verdi 54 –  Oderzo (TV)\nCOSTO BIGLIETTO: 15 €\nCLICCA QUI PER IL BIGLIETTO ONLINE\nCLICCA QUI PER IL MODULO DI PRENOTAZIONE\n* biglietto 15€, gratuito per ragazz* sotto i 13 anni\n** Il costo della cena e del vino non è compreso nel biglietto ed è facoltativa \n*** In caso di pioggia il concerto si svolgerà comunque\n–\nPROGRAMMA EVENTO\n18:00 – INCONTRO IN TINET\nEVENTO DI APERTURA con il nostro partner tecnologico di riferimento! Prima del concerto, i partecipanti saranno accolti da un welcome aziendale, scopriranno il valore di TINET come partner per la sicurezza informatica per poi essere immersi nello showcase dedicato alle tecnologie visual.\n19:00-21:00 – DEGUSTAZIONE\nApertura dei cancelli e spazio a cena e degustazione: dall’aperitivo alla cena per gustare gustosi piatti a base di prodotti tipici territoriali preparati dal ristorante Melacotogna accompagnati dai pregiati vini del Consorzio Vini Venezia, partner del progetto D•WORK MEET.\n21:15 – D•TALK\nUn intervento per presentare sul nostro palcoscenico le attività del format D•WORK MEET, il nostro progetto di orientamento professionale.\n21:30 – CONCERTO   PIANO SOLO “KIND OF…”\nAntonio Faraò presenta con Kind Of… il suo primo album in piano solo, un progetto che rappresenta una tappa significativa e profondamente personale del suo percorso artistico. Dopo oltre quarantacinque anni di carriera, collaborazioni prestigiose e una discografia ricca di esperienze in trio e in ensemble, Faraò sceglie la dimensione più essenziale e impegnativa: il dialogo diretto e senza mediazioni con il pianoforte. Kind Of… nasce da un’esigenza maturata nel tempo. Non si tratta di un esperimento estemporaneo, ma del risultato di una lunga riflessione artistica. Come lo stesso Faraò racconta, il progetto è rimasto per anni “in un cassetto”, in attesa del momento giusto. L’album assume così il valore di una dichiarazione di maturità espressiva, oltre che di una sfida tecnica e musicale che ogni pianista affronta con rispetto: sostenere da solo l’intera architettura del discorso musicale, senza il supporto di altri strumenti. Registrato in un’unica sessione di sei ore, spesso in prima o seconda take, il disco cattura l’immediatezza e la spontaneità dell’interpretazione. Questa scelta restituisce un senso di autenticità e freschezza, mettendo in luce la straordinaria padronanza dello strumento da parte di Faraò. Il pianista costruisce paesaggi sonori ricchi e dinamici, in cui la mano sinistra assume un ruolo orchestrale, evocando linee di basso, strutture armoniche e impulsi ritmici, mentre la mano destra sviluppa melodie e improvvisazioni di grande raffinatezza. Il repertorio alterna composizioni originali e reinterpretazioni di standard, rivelando due anime complementari del musicista. I brani originali mostrano una scrittura elegante, coerente e imprevedibile, capace di fondere lirismo, energia e profondità emotiva. Le reinterpretazioni di classici come ’Round Midnight, There Will Never Be Another You e I Didn’t Know What Time It Was non sono semplici omaggi, ma riletture personali che trasformano materiale noto in nuove narrazioni musicali. Ogni tema viene esplorato con sensibilità, rispetto e libertà creativa. Le influenze di Faraò – tra cui Bud Powell, Oscar Peterson e Herbie Hancock – emergono non come citazioni, ma come elementi interiorizzati di un linguaggio maturo e riconoscibile. L’album attraversa atmosfere diverse: momenti lirici e contemplativi si alternano a passaggi virtuosistici, colori vivaci convivono con sfumature più intime e malinconiche. Questa varietà espressiva riflette una visione musicale ampia, capace di coniugare rigore formale e slancio emotivo. La critica internazionale ha accolto Kind Of… come un’opera di piena maturità, sottolineandone l’equilibrio tra tecnica, creatività e intensità poetica. Il progetto si configura così non solo come un nuovo capitolo nella carriera di Antonio Faraò, ma come un lavoro destinato a lasciare un segno nel panorama del piano jazz contemporaneo. In Kind Of…, Faraò offre un’esperienza d’ascolto sincera e coinvolgente, in cui virtuosismo e sensibilità si fondono in un racconto musicale diretto, essenziale e profondamente umano.\n \nL’ARTISTA\n–\nANTONIO FARAÓ\nPianista e compositore, Antonio Farao’ si è guadagnato un posto fra i grandi nomi del jazz internazionale contemporaneo.  Il suo stile è fin da subito riconoscibile: eccellente padronanza strumentale, ardente carica emozionale, fertile vena compositiva, sensazionale senso ritmico e proverbiale raffinatezza comunicativa sono le sue maggiori peculiarità. Romano, nato nel 1965, proviene da una famiglia dalle profonde radici musicali: la mamma nota pittrice e poetessa e il padre batterista jazz. La sua carriera solistica è ricca di successi fin dall’inizio, come la vittoria ottenuta nella categoria “Nuovi Talenti” al referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz” (nel 1991). Grazie alle sue indubbie doti artistiche, stringe collaborazioni particolarmente significative al fianco di una sfilza impressionante di musicisti blasonati in ambito mondiale, fra i quali: Jack DeJohnette, Chris Potter, Daniel Humair, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Billy Cobham, Mike Clark, Bireli Lagrène, Dennis Chambers, Claudio Fasoli, André Ceccarelli, Ivan Lins, Jeff “Tain” Watts, Ira Coleman, Benny Golson, Von Freeman, Chico Freeman, Miroslav Vitous, John Abercrombie, Didier Lockwood, Billy Hart, Lenny White, Eddie Gomez, Bob Berg, Joe Lovano, Dave Liebman, Wayne Shorter, Johnny Griffin, Richard Galliano, Al Jarreau, Marcus Miller, Kurt Elling, Branford Marsalis, Charles Tolliver, Toots Thielemans, Christian McBride, George Garzone. Invitato da Herbie Hancock per partecipare all’ International Jazz Day, un evento mondiale, organizzato dall’Unesco e dalle Nazioni Unite, assieme a Brandford Marsalis, Kurt Elling, Wayne Shorter, Marcus Miller, Al Jarreau, oltre ad altri nomi di spicco… Nel suo ultimo album Eklektik (Warner Music) invita diversi nomi tra cui: Snoop Dogg, Marcus Miller, Lenny White etc… Nel 2023 è coinvolto nel progetto “McCoy Tyner Legends” un quintetto tutto statunitense dove lui, unico musicista europeo, condivide il palco con jazzisti di levatura mondiale come Chico Freeman al sax tenore, Steve Turre al trombone, Avery Sharpe al contrabbasso e Ronnie Burrage alla batteria. Con questa formazione, rende omaggio a uno tra i più grandi pianisti jazz di sempre scomparso nel 2020: McCoy Tyner.   “Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande”.Herbie Hancock\n \nLOCATION – SHOWROOM TINET\n–\nTINET è la sintesi di un lungo percorso di esperienze, maturate anche attraverso varie acquisizioni operate nel tempo, ma soprattutto grazie agli importanti investimenti in tecnologia e nella formazione del personale come stanno a dimostrare le molteplici certificazioni ottenute.Nasce nei primi anni ’80 quando Tecnoinformatica (oggi holding del Gruppo) decide di entrare nel business dell’Office Automation e dell’IT.\nRealizza  soluzioni informatiche per aziende di medie e piccole dimensioni, commercialisti, consulenti del lavoro ed enti pubblici, abbinando ai prodotti hardware e software un’ampia gamma di servizi concentrati sostanzialmente su 4 grandi aree di business: Tecnologie Informatiche, Office Printing,Production & Industrial Printing, Tecnologie Visual.  In 45 anni di attività è presente con 2 sedi in Veneto, 1 sede in Friuli Venezia Giulia ed un presidio commerciale tecnico in Trentino Alto Adige. Più di 5000 clienti attivi sono affiancati nella scelta e nell’integrazione di soluzioni e tecnologie che possano migliorare la qualità e l’efficienza del loro lavoro.\n\n
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